Sono in ritardoo!
Presto che è tardi, presto che è tardi.
Ecco le mie chiavi.
ballerina schiaccia insetto
brufoli sul petto
camera d'albergo cameriere taglia un mignolo
fantasma senza capocchia.
amelia1 |
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Sono in ritardoo!
Presto che è tardi, presto che è tardi.
Ecco le mie chiavi.
ballerina schiaccia insetto
brufoli sul petto
camera d'albergo cameriere taglia un mignolo
fantasma senza capocchia.
amelia1 |
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le tue mani fanno parole
Voglio una lettera scritta a mano, che richieda almeno mezz'ora di tempo. Mezz'ora di parole sudate prima di essere adattate al foglio, come farebbe un bravo tornitore. Mezz'ora di parole premute, se la penna che usi è una biro che lascia il suo braille dietro la carta. E la carta dovrebbe essere di quella buona, con la sua piega senza spigoli a metà. Ma va bene anche un quadrettato strappato male da un quaderno che non usi più, però che sia scritto fitto, scritto a mano da te.
Voglio che mi infili ancora lettere scritte a mano in tasca poco prima di salire sul treno biancazzurro, così anche quando il treno ti portasse via in realtà io porto via te.
Voglio che arrivi nella mia buca delle lettere, una busta grassoccia che si capisca che dentro c'è una lettera scritta a mano e proprio per questo fare le scale in fretta ma aspettare prima di aprirla: guardare l'indirizzo scritto a mano e riconoscerlo; osservare il timbro postale in inchiostro blu per vedere il nome della città stampato nel cerchio.
Poi, prendere un coltello dal cassetto delle posate e infilarlo tra la piega incollata e la busta perché ho paura di rovinare la tua lettera scritta a mano. Voglio sedermi nel punto più silenzioso della casa e dispiegare la lettera e trovarvi la data in alto e il tuo nome, proprio il tuo, in basso.
Avere in sussulto.
Sperare che sia adesso, tre maggio 2007, l'istante in cui apro la tua lettera scritta a mano.