Orbene, siamo uomini o furetticaporali?
Sarebbe anche ora che si aprissero le danze!!!!
Parto io (post che nasce per il mio blog ma che viene ripetuto anche qui poichè, a mio avviso, intriso di spirito furetto. O di semplice pigrizia della sottoscritta).
O umanità "bovina" che sguazzi, intontita dalla perenne tensione all'avere, in questo grande supermarket che è il nostro tempo, golosa di materia, nell'assenza di ogni partecipazione ad alcunchè di spirituale.
Fai largo ai nuovi messia.
E' nata l'associazione dei Figli del Sole.
Costoro, protesi nella ricerca dell'ascesi e nell'emancipazione totale della nostra essenza dal lerciume, sapranno indirizzarci verso la via, la verità, la vita.
Prendete nota (per la fonte cliccate qui sotto).
L'approccio al sesso dell'uomo integrato
L’atteggiamento mentale dell’uomo integrato
(Io mi son già persa. Uomo integrato? Integrato in che, di grazia?) nei confronti del sesso è forse una delle questioni più problematiche e di difficoltosa decifrazione
(Ma pensa. E io che pensavo che una delle questioni più problematiche e di difficoltosa decifrazione fosse quella relativa al sesso degli angeli).
La società moderna induce ad un approccio alla tematica sessuale molto diverso rispetto alla realtà della società tradizionale
(Fermo. Cerchiamo di essere più precisi. Ci riferiamo ai mores dell'antica Roma pre caduta dell'Impero d'Occidente, alla buona, vecchia, società contadina o alla società post rivoluzione industriale? Tanto per capire, eh..).
L’emancipazione femminile, la dissoluzione di ogni superiore morale, la mercificazione del corpo della donna, reso mero feticcio eiaculatorio
(Questa me la segno...vedi mai che la possa rinfacciare a qualcuno, prima o poi!), hanno ridisegnato le regole, sia dell’approccio che del rapporto – più o meno instabile – con il “gentilsesso”.
Vi è così che l’uomo, depredato della propria preminenza, dissoltesi le responsabilità connesse - procurare sostentamento alla famiglia, istruir la prole, incarnare la virilità pel soddisfacimento del desiderio sessuale e la pacificazione emotiva della femmina
(Ecco dove nascono tutti i miei problemi. A saperlo. Cercasi uomo, incarnante la figura archetipica della virilità, che riesca a pacificare i miei problemi emotivi tramite soddisfazione del desiderio sessuale :-D)– vive le frontiere della sessualità moderna con l’imprinting femmineo del subordinato.
Il sovvertimento del sistema della tradizione fa sì che la donna d’oggi, essendosi consapevolmente scagliata nel baratro della rivoluzione femminista post-sessantottina
(E magari in corsa con i freni rotti), prosegua col precipitare in un abisso autolesionista, alimentando contro natura il proprio ego maschile. Si tratta dell’artificioso convincimento di essere uguale se non superiore al maschio
(Per carità, che eresia), nella supervalutazione della propria differente – in verità, perniciosa – sensibilità, quasi che il caos che in effetti ne peculiarizza la psiche sia motivo d’orgoglio e non, com'è invece, evidente segno della dissoluzione
(Bè, almeno è originale. Nessun riferimento alla sindrome premestruale, sinora. E' già qualcosa).
Oggi non ci curiamo dell'analisi delle problematiche femminili
(Come no? E ci lasci nel dubbio?).
Concentriamoci invece sugli esiti che le costumanze attuali conseguono nell’uomo
(Andiam pure).
Tralasciando riferimenti alla deriva omosessuale, segnale alternativamente di primitività o di decadenza sociale (il culto dionisiaco penetra in Roma parallelamente all'ellenismo...)
(Tralasciando l'esempio non esattamente calzante, dal momento che non pare notorio che la società ellenica fosse più arretrata e dissoluta di quella romana, mi chiedevo: che significa alternativamente? Non sapevi scegliere, o figlio del sole?), richiamando quanto detto sopra, l’uomo, assediato dalla pretesa della donna ad essere eguale se non superiore, vede messa in crisi la propria essenza
(Poveretto. Son problemi, eh).
Facciamo qui riferimento all’uomo comune
(Ovvero all'uomo dis-integrato, mi par di capire).
La cui debole fortezza cede all’assedio, coadiuvato come quest’ultimo è da tutto un perverso sistema che ne fortifica l’impatto (elemento, l'inquadramento in un sistema sociale di dissoluzione, necessario, non essendo, di per se, l'essenza femminile sufficiente a destrutturare neppure il più caduco fra i maschi)
(Arifermo. Ma se l'essenza femminile non può, per sua stessa natura, destrutturare neppure il più caduco tra gli uomini, come si spiega che la debole fortezza dell'uomo comune ne ceda all'assedio? Ed anche a voler inquadrare detta destrutturazione in un sistema di dissoluzione sociale cagionato dalla pretesa della donna di sentirsi uguale se non superiore all'uomo all'interno dela società, come si concilia con la circostanza che il corpo della donna è reso mero feticcio eiaculatorio dalla società medesima? Non preoccupatevi non sono impazzita. Sto solo accostando casualmente parole come l'amico qui).
La caduta dell’essenza maschile conduce, da un lato all’uomo-molle, oggetto plastico per qualsivoglia femmina che ne può liberamente abusare
(Permettimi di dissentire. Nessuna donna potrebbe abusare dell'uomo molle, neppure volendolo), sia nell’illusione di un sentimento destinato a durar poco – non essendo tale tipologia d'uomo adeguata alla virilità – sia, in altri casi, nel ruolo di quello che modernamente chiamiamo “sfigato”, talmente oppresso da questo neo-giacobinismo che ne resta vittima integrale
(Avete capito, sfigati di ogni dove? Unitevi! D'ora innanzi potrete dire: non trombo perchè sono una vittima del neo giacobismo. E richiedere i sussidi statali come per le vittime della mafia).
Dall’altro lato, brulicano gli erotomani che, accaniti consumatori di materiale pornografico e meretricio, uniscono a una apparentemente normale vita di relazione, un corollario patologico di altre esperienze che tendono a dissociarlo sempre più dalla sessualità tradizionale
(Prestate attenzione al passaggio successivo, prego).
L’uomo integrato resta l’eccezione.
Egli non disdegna la donna, ne riconosce gli immensi limiti
(Troppa grazia), il supremo caos che ne caratterizza l’essenza
(Eccolo lì, il riferimento alla sindrome premestruale. Eh, mi pareva strano). Dal disvelamento della inconsistente copertura, deriva infine l’imposizione della propria forza su di essa, da intendersi non in senso fisico bensì interiore
(Meno male...), come strumento di pacificazione che per lei rappresenta meta e traguardo nella ricerca del vero maschio.
Questa categoria di uomini, peraltro, gode della donna, dei suoi insospettabili appetiti – spesso nascosti dietro il deprimente teatrino del perbenismo borghese – della diversità (non complessità). Ne gode fisicamente, potendosi liberamente abbeverare alla sorgente della lussuria, e ne gode essenzialmente, con la conferma della predominanza della propria essenza
(Dunque è un'erotomane esattamente come l'altro. Ma mentre il primo è uno sfigato, questo si sente un gran figo. Evvabè).
Per tale uomo la continua ricerca di esperienze sessuali non va, a contrario rispetto al vizioso, a minare le basi della propria integrità, della propria essenza virile, potendo ben egli rinunciare, ove voglia, ad ogni contatto con la femmina, essendo interamente sufficiente a se stesso
(Mi dispiace contraddirti ulteriormente ma a farsi delle seghe son buoni tutti).
Cercherà, comunque, nella donna il mezzo affinché la propria stirpe prosegua
(Donne, attente all'inseminatore folle) – moto, questo, assente nell’uomo disintegrato che non sente per la prosecuzione della propria essenza alcuna attrattiva (non essendovi, in verità, alcun motivo perché tali individui debbano costringere l’umanità a veder brulicare altri propri simili).
(E qui concordo. Mi piacerebbe proprio scambiare qualche parolina col padre del figlio del sole a tal proposito...)