 dall'Irreprensibile Furetto Conigliolo |
domenica, 23 dicembre 2007
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Ecco un biechissimo riciclo: Artura.
Mettete a letto i bambini
Mi chiamo Artura,e sono una ragazza come tante altre:una casa in affitto,un lavoro,600 paia di scarpe.
Ho una sola passione:il sesso.
Dopo anni di scialbe storielle,in cui i miei istinti carnali non erano stati assolutamente placati da uomini sbrigativi ed inesperti,un giorno conobbi LUI,Feniburgo.
Fu tra i banchi del supermercato che i nostri destini si incrociarono:bastò che egli mi chiedesse,guardandomi fisso con quei suoi occhi di ghiaccio,se sapessi dove fosse il reparto briglie e finimenti,che voleva cucinarsi una mozzarella in carrozza,e le mie ghiandole di Bartolini incominciarono a suonare i Carmina Burana.
Dopo poche parole scattò subito l'invito a cena per quella sera stessa,in cui la mia eccitazione crebbe esponenzialmente,quando a tavola mi disse di essere il rappresentante concessionario per tutto il Nord Italia dei timbrini di Poochie.
Ommioddiommioddio! Io adoro gli uomini di potere!
Gli feci capire subito le mie intenzioni inghiottendo una coscia di pollo e sputandola dopo due secondi intera ma con la calza a rete.
Lui ricambiò facendomi piedino,e mi accorsi che aveva già previsto tutto prima di partire:per aumentare l'attrito sul mio interno coscia indossava un calzino dei simpson con i gommini antisdrucciolo.
Pagammo in tutta fretta il conto e ci precipitammo a casa sua,dove iniziammo a strapparci furiosamente i vestiti di dosso.
Stavo gia per praticargli una fellatio,quando scoprii una sua prima dote nascosta:era ventriloquo,e riusciva a dare l'illusione che il suo turgido membro parlasse con la voce del corvo Rockfeller.
Non ci vidi più dal desiderio.
Feniburgo quella notte mi prese da sopra,da sotto,di lato,di tre quarti,in prospettiva cavaliera,in assonometria geometrica.Fu indimenticabile.
Ci rivedemmo dopo due giorni.Siccome la mattina successiva a quel tour de force gli dissi che mi sarebbe piaciuto fare del sado maso nel ruolo di padrona,lui si presentò vestito da mezzadro,e,per rendere il tutto più credibile,cominciò a consultare il calendario delle semine, con in sottofondo la sigla dell' "Almanacco del giorno dopo".
Non riuscii a trattenermi e venni ancora prima di poter partecipare al gioco.
Poi mi spogliò ,e confessandomi di essere un vizioso del bondage,mi domandò se avevo corde in casa.
No,gli risposi.
Nastro da pacchi,nastro isolante,nastro colorato?
Gli dissi che avevo solo della Nastro azzurro e delle Nastrine del Mulino bianco.
Possono andare,mi disse e andò in cucina.
Ma era un uomo dalle mille risorse e trovò di meglio:ritornò con lo spago del salame che avevo in frigo e mi ci legò stretta stretta,procurandomi dolore e piacere insieme.Poi,già che c'era,mi applicò sui capezzoli le fette di soppressata che erano avanzate dal giorno prima,e mi sussurrò:"adesso ti dò il lardo di Colonnata".
Ebbi un'altro orgasmo:non riesco a resistere ai simboli dell'architettura classica.
Il nostro terzo interludio fu la settimana dopo,un giovedì.Me lo ricordo benissimo,perchè fu in quell'occasione che decisi che forse il mio splendido stallone meritava anche che me la lavassi.
E fu una scelta azzeccata,perchè in quell'occasione,quando arrivò il momento dei preliminari,Feniburgo mi svelò essere stato,da giovane,un discreto mago dilettante:si dedicò quindi alla prestidigitazione del mio anfratto,estraendone due merluzzi,un'arbanella di acciughe sotto sale,una serie di bandiere marinare intrecciate,un sestante e una copia rilegata di "Capitani Coraggiosi".
-"Per cento pipe!Ecco che cos'era quell'odore di Sargassi!",disse il mio focoso partner.
Vieni dalla tua Olivia,mio bel sailorman.E gli feci desiderare un'ulteriore scorta di spinaci.
Adesso vi sto scrivendo dall'astanteria del pronto soccorso:stanotte i nostri giovani corpi bramavano altro sesso trasgressivo e contronatura,ma la dose eccessiva di viagra presa da lui e la rinfrescante spremuta di limoni bevuta da me,ci devono aver giocato un brutto scherzo,facendoci saldare a pecorina che neanche lo stagno.
Abbiamo chiamato il 118 e i militi ci hanno coperti pietosamente la faccia con due sacchetti di quelli per il pane,poi siamo andati all'ospedale a sirene spiegate.
Adesso ci sono gli addetti al triage che si stanno domandando se i panettieri non stiano esagerando,per attirare i clienti, con le loro composizioni da mettere in vetrina.